Scenario Droni 2020: quali le novità?

2020-01-15T11:42:37+01:00 13 Gennaio 2020|

Drone Industry Insights indica i trend del nuovo anno

Con l’inizio del nuovo anno e del nuovo decennio, si profilano nuove tendenze, sfide e opportunità per l’industria dei droni commerciali. Per dare il via alle discussioni sull’industria dei droni nel 2020, Drone Industry Insights ha individuato alcuni trend da tenere d’occhio quest’anno.

Tecnologia anti-drone

Dopo la lunga serie di allarmi e incidenti occorsi tra il 2018 e il 2019, il mercato counter-drone è decollato ed è cresciuto rapidamente l’anno scorso. Il numero di soluzioni disponibili è quasi raddoppiato, più Stati hanno iniziato a formulare strategie e la gamma di soluzioni disponibili ha continuato a crescere. Si prevede che questo mercato continuerà a crescere e a maturare nel 2020 – vedremo più soluzioni, più investimenti, più contratti e una tecnologia più avanzata inondare il segmento.

Il quesito aperto è: la tecnologia avanzata dei sistemi anti-drone, in particolare gli strumenti di intercettazione, rimarrà appannaggio dei governi, delle infrastrutture militari e critiche come gli aeroporti, o diventerà uno standard verticale che interesserà sia il pubblico che il privato?

Urban Air Mobility (UAM)

La mobilità aerea urbana si è rivelato un argomento importante fin dalla nascita dell’industria dei droni commerciali, con le aziende che hanno iniziato sin da subito a sviluppare prototipi di droni-taxi. L’anno scorso, l’UAM è stato un argomento di particolare rilievo in quanto le consegne via drone hanno iniziato a decollare in Australia, Stati Uniti, Ghana e altrove. Dalle medicine al cibo, fino ai materiali industriali, le aziende stanno sviluppando soluzioni di consegna aerea sia per gli spazi urbani che per quelli rurali.

Nel 2020 ci si aspettano ulteriori sviluppi nel settore della consegna via droni, mentre i droni-taxi tardano a causa del maggior peso normativo e tecnologico che devono affrontare. Nello specifico, le aziende che sviluppano droni-taxi (noti anche come macchine volanti, air taxi ed eVTOL) avranno bisogno di più tempo e di una quantità significativa di finanziamenti per ottenere la certificazione (si stima che questo processo costi circa 1 miliardo di dollari per piattaforma).

Anche se la regolamentazione non è un ostacolo nel segmento della consegna via droni, l’accesso a una combinazione di tecnologia affidabile integrata e una rete di consulenti e finanziamenti resta attualmente la sfida più grande.

Si registrano anche grandi differenze geografiche per quanto riguarda le attività di drone delivery e progressi nella mobilità aerea urbana. Infatti, mentre i fornitori cinesi di servizi di consegna via drone operano già frequentemente anche nelle aree urbane, gli Stati Uniti sono ancora in fase di test e lottano con elevati requisiti per operare in ambienti pubblici. La chiave per andare avanti ora non sarà soltanto nel rilascio di speciali permessi governativi, quanto piuttosto nella messa a punto di un sistema di autorizzazione (come la Parte 135 negli Stati Uniti) che permetterà di scalare le consegne via droni.

Unmanned Traffic Management (UTM)

L’industria dei droni, più specificamente quelli che lavorano nella gestione del traffico non presidiato (UTM), si preparerà per i Remote ID standards, che introdurranno la capacità di un drone di fornire dati identificativi che possono essere ricevuti da altre parti. A tal fine, nel dicembre 2019 la Federal Aviation Authority (FAA) statunitense ha pubblicato una bozza di regolamento di 319 pagine sottoponendola a valutazioni pubbliche. Un punto importante è la selezione di nove fornitori principali come Airmap, Kittyhawk o Unifly, che saranno approvati entro la fine dell’anno per la fornitura di servizi di identificazione a distanza per lo spazio aereo statunitense.

In Europa si prevede che EASA pubblicherà un parere sull’identificazione a distanza e sullo U-Space entro la primavera del 2020. Sarà interessante capire come e quanto queste regole differiranno da quelle statunitensi. L’identificazione a distanza eviterà l’uso della tecnologia ADS-B (Automatic Dependent Surveillance-Broadcast) sui droni. La FAA teme che l’elevato traffico di droni previsto influirà negativamente sulle frequenze ADS-B disponibili, che a loro volta influenzeranno anche le capacità ADS-B per gli aeromobili con equipaggio, creando un possibile rischio per la sicurezza. Tutti questi sviluppi sollevano molti interrogativi per l’anno a venire.

Questi standard di identificazione remota influenzeranno anche la quota di mercato della DJI (già colpita dalla guerra commerciale USA-Cina) che ha pianificato di iniziare nel 2020 ad installare ricevitori ADS-B in tutti i nuovi droni di peso superiore ai 250 grammi?

Adozione e automazione

Nel frattempo, l’adozione generalizzata della tecnologia dei droni continuerà. Man mano che la complessità della missione diminuisce (a causa della maggiore automazione e dell’integrazione del flusso di lavoro), un numero maggiore di aziende inizierà ad operare con i droni o ad affidare a terzi le operazioni in outsourcing. Questo si riflette nella crescente previsione del mercato dei droni commerciali per i prossimi cinque anni.

Parte della ragione per una maggiore e continua adozione è certamente l’automazione, sia in termini di elaborazione dei dati che di esecuzione delle missioni. I droni spesso generano grandi quantità di dati – a volte più di quanto possiamo gestire. Più veloce, più precisa e più facile è la valutazione delle immagini, migliore il risultato. Un ulteriore sviluppo degli algoritmi di IA può aiutare a raggiungere questi obiettivi, ad esempio guardando migliaia di immagini di pale di turbine eoliche senza un essere umano nel ciclo.

Ci sono continui sforzi nell’esecuzione automatizzata delle missioni, come si può vedere ad esempio con lo Skydio 2. Il drone utilizza gli approcci AI per trovare automaticamente i modi per volare e viene fornito come optional con una scatola da cui il drone può decollare e dove può atterrare. Il dock di Skydio 2 è una stazione di ricarica autonoma e resistente alle intemperie per il drone ed è progettato per automatizzare ulteriormente i processi, ad esempio nei cantieri, grazie alla presenza continua del drone.

Standard ISO

Il 2019 si è chiuso con l’annuncio dei primi standard di sicurezza dei droni approvati dall’ISO a dicembre (leggi qui la notizia). Ciò significa che nel 2020 la messa a punto di un sistema di gestione della sicurezza sarà un importante argomento normativo. Significa anche che ora sono state gettate le basi per la futura regolamentazione, standardizzazione e normazione delle operazioni sui droni.

La sfida principale nel 2020 consisterà nell’attuazione e nell’armonizzazione con gli organismi nazionali di coordinamento delle norme (ANSI, JSI, DIN, ecc.) e nella compatibilità di queste norme con le normative esistenti in materia di droni.

Fonte: DRONEII.COM
traduzione a cura di Dronitaly