Pista libera, mica tanto!

2019-11-19T16:48:12+01:00 22 Novembre 2019|

I risultati di uno studio sui rischi di collisione tra aerei e droni

Un recente studio condotto dalla Oklahoma State University e della Embry-Riddle Aeronautical University ha rilevato come i piloti di aerei con equipaggio in avvicinamento alla pista di atterraggio di solito non riescono a individuare un piccolo drone, soprattutto se non in movimento.

OBIETTIVO E RISULTATI

La ricerca ha esaminato cosa succede quando un pilota si prepara all’atterraggio e passa dal volo assistito al volo a vista. Durante l’esperimento, i piloti hanno condotto un Cessna 172S in fase di atterraggio mentre un drone DJI Phantom 4 ha eseguito diverse manovre lungo il percorso di avvicinamento alla pista. Ai piloti è stato detto che potevano incontrare o meno un drone.

I piloti non sono riusciti a vedere un quadricottero di tipologia comune 28 incontri ravvicinati su 40. In breve, i piloti sono riusciti a localizzare il drone in 12 casi su 40, o solo circa il 30% del tempo. Peggio è andata con il drone non in movimento: solo 3 su 22 sono stati individuati dai piloti. Tutti i rilevamenti sono avvenuti a distanze comprese tra i 64 e i 708 metri.

I risultati, pubblicati sull’International Journal of Aviation, Aeronautics  and Aerospace (IJAAA), danno prova, secondo il prof. Ryan J. Wallace, della Embry-Riddle, dell’esistenza di una minaccia reale alla sicurezza aerea.

I pericolosi incontri ravvicinati tra aerei e droni stanno diventando un problema sempre più comune“, dice Wallace. “Le statistiche sugli avvistamenti dei piloti dei droni continuano ad aumentare di anno in anno, e ciò che viene segnalato dai piloti è probabilmente solo la punta dell’iceberg. La stragrande maggioranza delle volte, i droni non vengono visti dai piloti“.

Anche nel migliore dei casi, se un drone è stato avvistato nel raggio di rilevamento massimo dello studio di 708 metri, il pilota avrebbe solo circa 21 secondi per evitare una collisione.

Potrebbe essere un tempo di reazione sufficiente, ma non abbastanza se il drone è in volo e diretto verso l’aereo“, dice il prof. Matt Vance, assistente dell’Oklahoma State. “La situazione è molto più pericolosa quando entrambi gli aerei sono in movimento. I nostri occhi sono in sintonia con il movimento. Quando un drone non si muove, diventa parte dello sfondo“.

La preparazione all’atterraggio di un aereo è una fase particolarmente rischiosa perché un drone “può prenderti all’oscuro e hai poco tempo per reagire“, spiega il prof. Jon M. Loffi, dell’Oklahoma State. “Non si ha l’altitudine per manovrare in sicurezza, e se un motore ingerisce un drone, questo potrebbe abbattere l’aereo“.

Il prossimo progetto del team di ricerca prevede l’allestimento di un drone con un dispositivo di ping elettronico (UAvionics Ping), che utilizza la tecnologia ADS-B (automatic dependent surveillance-broadcast) per tracciare gli aerei. Lo studio valuterà se la tecnologia aiuta i piloti a individuare ed evitare una collisione con il drone.

Fonte: IJAAA