L’industria dei droni nel 2019

2019-02-07T13:38:55+00:00 8 Febbraio 2019|

PRINCIPALI NOVITÀ E PREVISIONI

Il 2019 sarà un anno di consolidamento per l’industria dei droni. Il mercato diventerà un ambiente più ostico e le aziende si batteranno su tempi e finanziamenti al fine di introdurre con successo i loro prodotti nel mercato. Contemporaneamente, un buon numero di aziende emergenti, massicciamente finanziate, si presenteranno dopo anni di sperimentazioni e test fatti in casa. Vediamo, dunque, quelli che saranno molto probabilmente i trend, le leggi, le innovazioni tecnologiche e gli attori da monitorare con attenzione nel 2019.

Nuovi Sviluppi

Il consolidamento responsabile

Man mano che si va riducendo il clamore attorno al settore droni, i “vincitori” del mercato continueranno a sviluppare tecnologie da integrare perfettamente ai droni e a offrire soluzioni end-2-end (E2E), con una combinazione di hardware e software in grado di soddisfare pienamente le esigenze dei clienti senza la necessità di un altro fornitore. Tuttavia, il consolidamento non è una strada a senso unico, ci sono rischi di espansione, che potrebbero interessare duramente figure professionali che sono nate con la comparsa dei droni.

Da prosumer a professional

Con l’avvicinarsi della comprovata affidabilità della tecnologia, ci sarà una crescente domanda di lavori specifici legati ai droni. Per contro il gigante cinese DJI domina ancora il mercato con oltre il 70% dello share di mercato. Il 2019 sarà quindi un anno interessante proprio perché saremo in grado di vedere come queste due dinamiche si influenzeranno a vicenda. (Dronitaly 2019 affronterà ampiamente questo tema)

In affitto

Abbiamo già visto il passaggio dall’elaborazione dei dati “locali” all’elaborazione dei dati “in-the-cloud”. Grazie al modello di leasing, i costi iniziali dei software sono diminuiti per molti, rendendo i software più accessibili a molte aziende. Questa tendenza è destinata a continuare e a penetrare nel mercato dell’hardware, dato che le aziende più piccole cercano di entrare nel settore abbattendo gli elevati costi di ingresso. La possibilità di noleggiare droni consentirà alle aziende di testare gli strumenti a costi contenuti.

Nuove Regolamentazioni

Un mercato comune europeo dei droni?

All’inizio dell’anno vedremo adottati i nuovi regolamenti EASA, un aggiornamento dei regolamenti del 2015 atteso da tempoo. A novembre gli stakeholder europei e nazionali hanno adottato la Drones Amsterdam Declaration che si prefigge di supportare, in via prioritaria, gli Stati membri nella implementazione delle norme tecniche per consentire il volo dei droni su lunghe distanze, avvalendosi della European U-space Demonstrators Network per effettuare operazioni affidabili, sicure ed eco-sostenibili. L’adozione della dichiarazione di Amsterdam suggerisce che l’EASA approverà la proposta a breve. Realisticamente questi regolamenti saranno adottati entro la fine del primo trimestre, ma ci vorrà un altro anno per la loro attuazione a livello nazionale. Ciononostante, questo è uno degli aspetti da tenere d’occhio, in quanto vi è indubbiamente una grande spinta a livello europeo per continuare ad adattare il contesto normativo alla crescente presenza di UAV. Anche il SAFIR (leggi notizia QUI), consorzio della Commissione Europea composto da 13 organizzazioni pubbliche e società private, ambisce ad assistere l’UE nell’istituzione di un sistema di gestione del traffico di droni commerciali e quest’anno effettuerà prove e dimostrazioni in Belgio. (Il Punto di Sergio Barlocchetti sul nuovo regolamento EASA)

Legalizzazione dei droni in India

Il 1° dicembre è diventato legale volare con i droni in India poiché il Ministero dell’Aviazione Civile ha emanato una legge nazionale sui droni. Tuttavia per il momento non sono ancora previste le consegne tramite e-commerce, sebbene i droni possano essere utilizzati per la mappatura, l’ispezione, il monitoraggio, e soprattutto per la raccolta di dati in agricoltura e per il supporto alle compagnie di assicurazione. Gli unici prodotti consegnabili saranno le cure sanitarie di emergenza, in situazioni in cui vi siano ostacoli alle consegne via terra. Uno studio della Observer Research Foundation (ORF) ha evidenziato che le misure adottate dallo Stato, e dal Governo centrale indiano, sono risultate inefficaci in quanto non sono state affrontate adeguatamente le questioni della privacy, del traffico aereo, della gestione di minacce terroristiche e della responsabilità giuridica. Ad ogni modo, questa regolamentazione ha gettato le basi per una futura crescita economica del mercato dei droni commerciali e l’India sarà sicuramente uno elemento da osservare nel 2019.

Deroghe FAA per BVLOS

Il 2019 potrebbe anche vedere un aumento delle missioni BVLOS, anche se non standardizzate (approfondimento QUI). Nel 2018 Airobotics è stata la prima società negli Stati Uniti a ricevere una deroga dalla FAA per il volo BVLOS di droni in operazioni completamente automatizzate al di sopra di esseri umani. Questa deroga costituisce un precedente importante in quanto dimostra che la FAA è pronta a consentire un elevato grado di automazione, il che suggerisce che altre aziende saranno in grado di seguire l’esempio se la loro tecnologia sarà sufficientemente sofisticata. Ricordiamo a tal proposito (leggi Il Punto di Sergio Barlocchetti del 16 gennaio) come la FAA il 14 gennaio ha aperto alla possibilità di volo notturno e su assembramenti di persone operato da droni.

Nuove Tecnologie

Reti più integrate

L’integrazione di soluzioni hardware e software (E2E) risulta fondamentale come driver per l’utilizzo di droni commerciali tanto per i singoli operatori quanto per le grandi imprese. Le aziende cercheranno soluzioni equilibrate e armonizzate che utilizzino sia hardware che software, con tempi brevi di apprendimento.

Più intelligenza artificiale

L’integrazione dell’intelligenza artificiale, in particolare per l’analisi dei dati, sarà un tema trainante per il settore dei droni nel 2019, dal momento che molte imprese sono già al lavoro per trovare soluzioni orientate all’IA. Esempi di applicazioni d’uso in questo ambito sono numerosi: esistono realtà che offrono servizi di ispezione e monitoraggio di infrastrutture e utilities basati sulla racolta di dati in tempo reale da drone. I dati raccolti servono, in un secondo momento a implementare un algoritmo ad apprendimento automatico che, una volta completato, sarà in grado di aumentare notevolmente i tassi di produttività. Ma la raccolta dei dati e la loro lavorazione sono processi lunghi e laboriosi, dato che gli operatori del settore devono mettere in gioco una quantità significativa di risorse umane per poter vedere i frutti del loro lavoro.

Soluzioni anti-drone

Dopo il “DroneGate” di Gatwick e Heathrow, (leggi notizia QUI) è prevedibile una maggiore domanda di soluzioni anti-drone, con relativo aumento degli investimenti (milioni di euro). Le istituzioni e le aziende si domandano sempre più spesso: “come possiamo tutelare le infrastrutture sensibili e la comunità dai droni fuorilegge?”. La risposta sarà probabilmente offerta da una combinazione tra una regolamentazione più ampia e una tecnologia più sofisticata.

Drone-Taxi

Nonostante in molti si chiedano se quella dei taxi aerei a pilotaggio remoto sia un tema sovraesposto, è innegabile come queste tecnologie saranno al centro dell’attenzione nel 2019. I taxi commerciali senza pilota non saranno operativi per alcuni anni, ma nel 2019 molti sperimenteranno i loro prototipi. Boeing ha acquisito l’anno scorso la pionieristica società Aurora Flight Sciences e collauderà il loro prototipo di taxi aereo nel 2019. Mentre sul mercato sono presenti start-up ben finanziate come Volocopter, assisteremo a imprese di grandi dimensioni (leggi notizia QUI) che concorreranno per sviluppare e testare le tecnologie più avanzate al fine di ottenere la certificazione (un processo lungo e costoso).

Fonte e Dati: Droneii