Droni e la logistica del futuro

2019-04-08T14:53:24+00:00 8 Aprile 2019|

Marciani (FLC), droni per logistica urbana ipotesi suggestiva

Droni per consegnare piccoli pacchetti a casa. È questo uno degli scenari che si prospettano per la logistica del futuro. Una prospettiva suggestiva, ma per la quale c’è ancora molto da lavorare, secondo Massimo Marciani, il neo-presidente del Freight Leaders Council, l’associazione che studia i nuovi trend della logistica e dei trasporti, intervenuto al convegno ‘U-space, il nuovo scenario europeo per l’integrazione degli UAV nello spazio aereo’, nell’ambito della manifestazione Dronitaly.

I vantaggi dell’utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto per consegnare le merci in città sono evidenti: riduzione del traffico, dell’inquinamento, dei costi di personale e del tempo per le consegne. Anche perché

“la logistica urbana – ha spiegato Marciani – a oggi vale circa il 30% dei flussi della movimentazione delle merci ed è un mercato in continua crescita grazie all’esplosione dell’e-commerce. Il mercato delle consegne di piccoli colli a livello mondiale vale circa 70 miliardi di euro, con tassi di crescita del 10% in Germania e negli Stati Uniti e addirittura del 300% in India”

Per questo c’è molto interesse a capire come soddisfare la domanda, abbattendo i costi. Il futuro del settore viene studiato nel medio termine, quindi con una prospettiva al 2030. Ed è proprio in questo orizzonte temporale che possiamo immaginarci di vederci depositare i pacchi da ‘droni fattorini’.

“L’idea dei droni nella logistica e in particolar modo nella logistica urbana è sicuramente un’ipotesi molto suggestiva e lo è perché introducono a un concetto di una terza dimensione, che fino adesso nella distribuzione urbana delle merci non veniva mai considerata. Adesso la grande competizione è nel trovare un posto dove poter lasciare il furgone e nel poter consegnare più velocemente possibile la merce. Pensare che questo possa avvenire direttamente, utilizzando un sistema senza un approccio umano, ma direttamente con un drone che arriva nei pressi del punto di destinazione e consegna la merce, senza avere necessità di mettersi incolonnato nel traffico e di creare congestione, è sicuramente una suggestione interessante”

ha osservato Marciani.

“C’è ancora molto da studiare e da verificare, però – ha aggiunto – per rendere un’opzione percorribile a medio termine: se vogliamo che questo tipo di mercato possa realmente sostanziarsi con dei servizi che siano economicamente interessanti per chi li fornisce, ma anche e soprattutto per chi li deve acquistare, abbiamo bisogno di un impianto normativo e di un impianto commerciale che seguano queste direzioni. Quindi ci dev’essere una norma che consenta di poter suddividere lo spazio aereo come se fosse una torta a strati, per poter scegliere quali corridoi devono essere utilizzati per i servizi e quali invece per uso commerciale e dall’altra parte ci dev’essere anche un modello di business che sia solido e che preveda una redditività per questo genere di servizi, tenendo conto degli elevati costi infrastrutturali, per mettere in piedi una flotta di droni”.