Droni e logistica

2019-09-03T09:22:45+02:00 8 Marzo 2018|

Stefania Pezzetti, Presidente FEDIT: “Droni in magazzino per la logistica 4.0. Le consegne? Scenario futuribile”

“I droni in magazzino possono rappresentare un asse fondamentale della logistica 4.0”. Stefania Pezzetti, presidente della FEDIT, la più grande associazione di corrieri in Italia, guarda all’utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto con interesse. “Per la fase di pick-up & delivery – dice in questa intervista che anticipa il suo intervento a Dronitaly (venerdì 23 marzo ore 11.00) – i margini di ottimizzazione sono ancora ampi. Si tratta di uno scenario futuribile, ma interessante con diverse sperimentazioni in corso”.

Molti grandi colossi dell’e-Commerce stanno investendo nelle consegne con i droni. Quali sono secondo Lei le potenzialità di questo utilizzo?

L’automazione delle attività di magazzino è una realtà sempre più diffusa e intensa, e la tendenza è quella di estendere questo concetto anche alla fase di pick-up & delivery, dove i margini di ottimizzazione sono ancora ampi. I droni rappresentano in questo senso uno scenario molto futuribile. In alcune situazioni la consegna attraverso i droni è già una realtà, ma rimane applicabile solo in specifiche situazioni, che rappresentano una percentuale molto bassa del totale delle consegne. Penso a consegne estremamente urgenti e in zone molto isolate e difficilmente raggiungibili.

A che punto è l’Italia?

Le caratteristiche orografiche dell’Italia non escludono che in futuro i droni possano essere testati e impiegati anche nel nostro paese, sempre rimanendo nell’ambito della eccezionalità rispetto alle soluzioni standard. Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione: quelli legislativi, che impongono vincoli severi al sorvolo di aree abitate, quelli legati alla formazione di personale specializzato in grado di gestire con efficacia questi strumenti e – last but not least – quelli economici.

Ci sono progetti di impiego dei droni per le consegne anche a livello sperimentale in Italia o in Europa?

A livello europeo sono stati effettuati diversi test, ad esempio in Inghilterra ed in Germania, conclusi con successo, da diversi operatori. Non escludo che questo avvenga quanto prima anche in Italia. Ma per servire un condominio a Milano, per esempio, credo sia molto più efficace l’utilizzo di un locker box di prossimità, per restare nell’ambito dell’automazione delle operazioni nella fase del cosiddetto “ultimo miglio”.

I droni cominciano ad essere utilizzati anche per la gestione dei magazzini. Come vede questa evoluzione?

Molto positivamente: in un ambito come quello del magazzino, in una struttura definita e senza vincoli esterni, il drone può rappresentare una soluzione estremamente efficace. Direi che questo è un tema che si inserisce nel grande filone dell’ “industria 4.0”, oggi al centro del dibattito.  Industria 4.0 e logistica 4.0 sono due facce della stessa medaglia: sia nella produzione che nei servizi si punta all’eccellenza del risultato non attraverso la sostituzione dell’uomo, ma con l’integrazione tra uomo e macchina. La logica alla base dell’Industria 4.0 non è quindi quella di sostituire l’uomo con la macchina, ma di aiutarlo semmai a sgravarlo dai compiti più faticosi, ripetitivi e logoranti, consentendogli di concentrarsi al meglio su altri aspetti del proprio lavoro. I magazzini automatizzati sono strutture molto estese in cui i robot ricevono l’input, prelevano il prodotto (o un’intera parte di scaffale) e la portano all’operatore. Così l’operatore risparmia tempo e fatica. E un drone è perfettamente complementare a questo processo.

In generale, come vede il futuro della logistica? Che ruolo avranno gli aeromobili a pilotaggio remoto?

La logistica è per definizione al servizio delle esigenze dell’industria e del commercio. Da sempre. E se queste esigenze cambiano, la logistica non può che fare altrettanto, ribadendo così il suo ruolo di fattore abilitante fondamentale. L’evoluzione della logistica è indissolubilmente legata a quella della tecnologia: anche nella fase di processo legata ai collegamenti tra centri di smistamento e alla consegna dell’ultimo miglio. Da un paio di anni si parla di macchine senza guidatore: era un concetto inizialmente difficile anche solo da immaginare e comprendere ma che, in poco tempo, ci sta diventando familiare, grazie alla diffusione massiccia di tool di guida assistita disponibili anche sulle utilitarie. Oramai è normale lasciare che una macchina si parcheggi da sola, o che il volante autocorregga una manovra sbagliata. Sono convinta che se tra uno o due anni vedessimo in giro auto senza nessuno al volante probabilmente non ci faremmo neanche più caso. E questo discorso si può estendere ai van, ai camion e naturalmente anche aerei. In aeronautica del resto il concetto di pilota automatico è presente da decenni, e i piloti intervengono ormai quasi esclusivamente nelle fasi di decollo e di atterraggio, per non parlare dell’utilizzo di droni in campo militare. Quando tutto questo sarà realtà è un altro discorso. Ma dobbiamo essere tutti consapevoli che – presto o tardi – lo diverrà.