Droni e “phenotyping”: agricoltura precisa e sostenibile

2019-12-04T17:47:22+01:00 12 Dicembre 2019|

Tecnologia unmanned e sensoristica per lo studio delle piante

La Purdue Research Foundation, ente di ricerca della Purdue University (Indiana, USA) ha dato notizia, attraverso un comunicato recente, di stare collaborando con la GRYFN, start-up nel settore dell’agricoltura biologica, alla creazione di una tecnologia per il plant phenotyping, grazie a una sovvenzione di 4,5 milioni di dollari da parte dell’ARPA-E, una divisione del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti.

In Italia nel 2018 il Crea-CI di Foggia (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), in collaborazione con il Crea-IT di Treviglio (Bg) e la società Analist Group Srl di Avellino ha realizzato un drone che è in grado di eseguire misure fenotipiche non distruttive, accurate e riproducibili, per una serie di caratteri agronomici.

COSA SI INTENDE PER PLANT PHENOTYPING o FENOTIPIZZAZIONE?

La fenotipizzazione studia il risultato dell’interazione tra le caratteristiche morfologiche della pianta e gli elementi ambientali, incluso l’intervento umano, ed è parte fondamentale del processo di miglioramento della resa e della redditività delle piante d’interesse agrario. Dall’analisi della prestazione delle piante durante l’interazione con gli stimoli ambientali deriva una migliore comprensione del sistema pianta/ambiente, con la possibilità di impostare programmi innovativi di selezione di nuove varietà.

Se fino a qualche anno fa si doveva procedere manualmente allo studio con metodi diretti e quindi tempi di osservazione lunghi, oggi le nuove tecnologie intervengono garantendo piattaforme di phenotyping ad alta processività (high-throughput), cioè in grado di effettuare rilevazioni su un numero molto grande di dati in un tempo ristretto grazie a strumentazioni automatizzate.

In particolare, la disponibilità di sensori innovativi basati su diversi sistemi di acquisizione delle immagini (visibile, termico e spettrale a diversa lunghezza d’onda), nonché lo sviluppo della robotica e dei droni, insieme allo sviluppo di software di elaborazione dedicati, facilita l’acquisizione di grandi mole dati, in tempi rapidi e in modo preciso.

QUALI I VANTAGGI? E PERCHÉ I DRONI?

Nella pratica il phenotyping si traduce nella possibilità di fare uno screening più rapido ed efficace dei prodotti proposti all’agricoltore il quale ad esempio, piuttosto che provare diversi e numerosi semi per individuare quello a più alta resa, si vedrà fornire direttamente quelli più adatti, con un ritorno economico non irrilevante. L’esperto di fenotipizzazione diventa a tutti gli effetti un sarto agricolo, in grado di consigliare all’agricoltore la pianta che risponde alle sue esigenze, dall’altezza alla resa media, fino alla resistenza a determinati patogeni per esempio. Il vantaggio è duplice e si traduce nella riduzione nell’uso delle risorse naturali, massimizzando la redditività. In questo l’impiego dei droni rispetto ad altri metodi di rilevamento genera dati più precisi e più frequenti sulla condizione delle colture.

Fonti: Nova Agricoltura | Agronotizie | sUAS News
Immagini: freepik.com | crea.gov.it (in evidenza)