Droni e ambiente

2019-09-02T14:24:29+02:00 18 Giugno 2018|

Droni in Emilia Romagna e Umbria per il monitoraggio ambientale

L’utilizzo dei droni nelle attività di monitoraggio ambientale rappresenta, oggi più che mai, un valore aggiunto nelle politiche di gestione e attuazione delle azioni di intervento e controllo ambientale da parte delle pubbliche amministrazioni. Di recente, Regione Umbria e Regione Emilia Romagna hanno dato dimostrazione dell’interesse rivolto ai droni attraverso due interventi volti al monitoraggio efficace del terreno e delle acque.

Per quanto riguarda l‘Emilia Romagna, la Regione è intervenuta finanziando direttamente il progetto “Naiadi“, sviluppato da Proambiente – Ismar Cnr, Smar Cnr, Ciri-Mam (Centro di ricerca dell’Università di Bologna), CNA Innovazione e le imprese Micoperi SpA, Micoperi Bue Growth, Cadf, Communication Technology, E.T.W, per la progettazione di droni acquatici destinati al monitoraggio di fiumi, laghi e mari.

Già nel 2016 a Modena, nel corso di Dronitaly, fu presentato Swap 2.0, la prima realizzazione del drone catamarano a cura di Proambiente e Ismar.

I droni acquatici oggi al centro del progetto hanno un’autonomia di navigazione di circa sette ore, grazie alle batterie LiPo, sono in grado di navigare anche in presenza di difficili condizioni dovute a correnti sostenute e sono stati già oggetto di diverse sperimentazioni sul fiume Reno, (il secondo fiume più importante dell’Emilia Romagna dopo il Po) oltre che in mare, partecipando alla fiera Ocean Business di Southampton, nel Regno Unito.

I droni catamarano sono stati progettati per monitorare le acque, raccogliendo dati geofisici, geochimici ed ambientali, cercando così di colmare la mancanza di strumenti efficaci di monitoraggio di ambienti di difficile accesso.

Luca Gasperini, uno dei responsabili di Proambiente – Ismar Cnr, spiega: “Nel fiume Reno a Bologna sono morte annegate diverse persone, attraverso la nostra attività abbiamo scoperto una buca di oltre 4 metri e mezzo che oltre ad essere un pericolo per l’uomo stava rendendo instabile uno dei pilastri di un ponte”.

Nel frattempo, in Umbria, l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini annuncia l’entrata in servizio di un nuovo drone per il controllo ambientale. Già in passato la Regione Umbria aveva sperimentato l’uso dei droni in capo alla protezione civile e oggi accresce la dotazione con un nuovo strumento destinato ad attività di rilevazione topografica.

Il drone, un multirotore multisensore del peso di quattro chilogrammi, è messo a disposizione del Nucleo di controllo sulle attività estrattive delle Regione Umbria, la quale prevederà anche la formazione di due nuovi piloti. Il nuovo APR potrà essere utilizzato anche per il monitoraggio boschivo, delle acque e ambientale in genere.

Fonte: Dire – Perugia Today