Droni a caccia di mine antiuomo

2019-07-26T15:06:38+02:00 31 Luglio 2019|

Federica Mezzani vince il premio For Women in Science col progetto MINOR


Dronitaly Roadshow ti porta al Festival dell’Acqua – Venezia, 10/11 ottobre 2019 , a Oil&nonoil – Roma, 23/24 ottobre 2019 e a Ecomondo – Rimini, 5/8 novembre 2019 dove potrai presentare esperienze e casi diretti riguardanti il monitoraggio di condotte, le ispezioni di dighe, la verifica della qualità dell’acqua, la pulizia dei canali, l’uso dei droni per il controllo e la manutenzione di pannelli fotovoltaici e campi eolici, il monitoraggio di discariche abusive, di aree costiere per il controllo della presenza di rifiuti marini, il monitoraggio di sversamenti in mare di idrocarburi e la bonifica di terreni.

Si chiama Federica Mezzani, è una ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della “Sapienza” di Roma e ha vinto una borsa di studio del valore di 20.000€ assegnata nell’ambito del premio “L’Oréal Italia per le donne e la scienza” (ramo italiano del premio internazionale L’Oréal-UNESCO For Women in Science). Il premio le consentirà di portare avanti il progetto di ricerca MINOR per lo sviluppo sciami di droni capaci di localizzare le mine antiuomo nascoste nel terreno, per creare una mappa dettagliata utile a chi dovrà eliminarle.

Il sistema allo studio si baserà su due sciami di droni, uno deputato alla ricognizione e all’individuazione delle zone interessate dalla presenza di mine e un secondo al pattugliamento a bassissima quota per una mappatura dettagliata e in tempo reale. Ad alta quota si farà affidamento a sensori a ultrasuoni, mentre a bassa quota si userà il gravimetro – messo a punto dalla Mezzani all’Università di Glasgow – per rilevare piccole variazioni dell’accelerazione di gravità dovute a variazioni di densità del terreno, quindi visualizzare ciò che è presente sottoterra attraverso la misurazione della gravità.

La speranza è che, avendo una mappatura precisa, si possa andare a disinnescare le mine una a una, e non farle brillare come spesso accade rischiando di inquinare i terreni con le esplosioni.

Fonte: Lescienze.it