Droni in magazzino per l’inventario

2019-11-11T16:17:12+01:00 12 Novembre 2019|

Kuehne Nagel mette le ali alla logistica

Il secondo worskshop dell’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano, svoltosi lo scorso 12 settembre a Milano e dedicato al tema delle applicazioni dei droni, ha registrato, tra i tanti, l’intervento dei rappresentanti di Kuehne+Nagel – società leader della logistica – i quali hanno spiegato le ragioni che hanno portato l’azienda a utilizzare droni per l’inventario dei propri magazzini.

Rodolfo Mazza e Andrea Pezzoni, rispettivamente Business Unit Manager e Warehouse Operations Manager di K+N, hanno illustrato lo stato attuale di applicazione dei SAPR all’interno dei magazzini a scopo di inventario, preannunciando i prossimi ambiti di sviluppo e implementazione previsti dalla società di logistica.

Il magazzino “zero” è a Cameri, in provincia di Novara. Si tratta del laboratorio sperimentale che ha accolto lo strumento drone al suo interno, quando l’azienda ha compreso che l’implementazione di nuove tecnologie avrebbe permesso l’ottimizzazione delle attività di inventario. Stiamo parlando di un magazzino di oltre 50.000 mq e una piattaforma logistica che registra un traffico in uscita pari a 50 milioni di colli spediti ogni anno.

Qui, prima dell’avvento del drone, la verifica e il conteggio delle referenze a stock avvenivano con l’utilizzo di piattaforme elevatrici in grado di andare in quota e raggiungere i livelli di stoccaggio più alti, attività che comportava giocoforza un impiego non indifferente di risorse, sia in termini di tempo che di costi (noleggio attrezzature piuttosto che personale operativo).

Inventario volante con il drone

Ecco che Kuehne+Nagel sviluppa un sistema di raccolta dati tramite drone, composto da un quadricottero equipaggiato con lettore scanner di codici a barre, una piattaforma dati in Cloud e un tablet con App dedicata affidato all’operatore pilota. Il progetto, dopo una fase di test, è diventato pienamente operativo a inizio 2019.

Il drone si interfaccia al tablet fornendogli streaming video e dati relativi alla quota grazie a due sensori incorporati, uno barometrico e uno a microonde. L’app dedicata scambia i dati con la piattaforma che gestisce i flussi dei dati in cloud e viene alimentata da una o più mappe del magazzino da inventariare. Ogni mappa contiene, corsia per corsia, il livello, l’altezza delle singole celle ed il contenuto, ossia il codice a barre con la descrizione del prodotto di cui è composto il pallet. Questi dati sono utilizzati durante le rilevazioni per confermare la posizione del codice letto dal drone e controllare la congruità dei dati acquisiti dal drone.

Lavori in corso

L’azienda sta attualmente lavorando al miglioramento del barometro (per la rilevazione dell’altezza), all’incremento della produttività e al miglioramento della sicurezza, mentre è già in fase di implementazione una gestione più rapida del cloud per velocizzare le procedure di elaborazione dati.

Prossimi studi invece riguarderanno un sistema di riconoscimento della posizione del drone a “radio fari” senza utilizzo del GPS e un sistema a “visione aumentata” che permetta al drone di riconoscere il luogo in cui si trova, quindi facilitarne il movimento in spazi chiusi.

ph.credit: Il Giornale della Logistica