Droni e i 4 elementi

2019-09-05T16:02:33+02:00 6 Settembre 2019|

Acqua, terra, fuoco e aria: la sfida dei SAPR

Il terzo millennio oggi racconta di droni dotati di sensori e telecamere capaci di documentare la realtà in tempo reale per molteplici finalità, a partire dalla mappatura di aree e strutture in minor tempo e a costi inferiori rispetto ai metodi tradizionali di ispezione.

La crescita del settore unmanned professionale, più volte acclarata e documentata dai principali centri di studio e ricerca mondiali, fa il paio con la crescita, ben più sregolata, della popolazione terrestre, chiamata ad affrontare cambiamenti climatici irreversibili che evidenziano sempre più spesso il pessimo stato in cui si trovano le principali infrastrutture (ponti, strade, tralicci…). Ecco che i droni intervengono a svolgere un ruolo fondamentale nell’individuazione dei problemi e delle criticità che possono interessare proprio le strutture a cui affidiamo i nostri affari e la nostra vita quotidiana.

INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO

Nel 2018, dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, attraverso una nota, il direttore del CNR Italia Antonio Occhiuzzi affermava come “decine di migliaia di ponti in Italia hanno superato, oggi, la durata di vita per la quale sono stati progettati e costruiti, secondo un equilibrio tra costi ed esigenze della ricostruzione nazionale dopo la seconda guerra mondiale e la durabilità delle opere.

Usare i droni per le ispezioni di ponti, strade e grandi cantieri significa avere a disposizione grandi mole di dati qualificati, soprattutto senza dover richiedere l’intervento di personale ispettivo, esponendolo a rischi elevati, in certi casi dovendo bloccare importanti arterie al traffico veloce.

Anche le infrastrutture ferroviarie beneficiano della tecnologia unmanned. Ad esempio, il tempo necessario per raccogliere i dati sul traffico esistente lungo i binari di una linea ferroviaria vicino Londra si è ridotto a due giorni, e non più quattro mesi, grazie all’utilizzo di droni in grado di fornire, tra l’altro, immagini con livelli di accuratezza fino a 2 millimetri.

INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

Uno studio di Confindustria Energia del 2018 valuta 96 Mld€ gli investimenti previsti nel periodo 2018-2030 che riguardano le infrastrutture energetiche primarie previste nei programmi di sviluppo elaborati dalle Associazioni da lei rappresentate (Anigas, Assogasliquidi, Assomineraria, Elettricità Futura, Igas e Unione Petrolifera), da Snam e da Terna.

Lo studio sottolinea anche come nell’ambito della rete di trasmissione elettrica siano state studiate soluzioni progettuali per minimizzare l’occupazione di suolo (vedi il cantiere che blocca la viabilità), invitando ad esempio alla massimizzazione dell’uso dell’elicottero (e di aeromobili a pilotaggio remoto n.d.a.). Linea di principio seguita anche riguardo alla produzione di Oil&Gas dove, sia che si tratti di infrastrutture esistenti quanto di realizzare nuovi gasdotti, si prevede l’utilizzo di tecnologie che riducano le interferenze con l’ambiente circostante.

L’elenco degli utilizzi dei droni nelle ispezioni delle infrastrutture energetiche è destinato ad aumentare con il BVLOS.

INFRASTRUTTURE DI ENERGIA RINNOVABILE

I proprietari di fattorie fotovoltaiche oggi possono utilizzare i dati rilevati da droni per determinare, ad esempio, il layout più efficace in termini di produzione energetica in megawatt o per rilevare i pannelli fuori uso con l’ausilio di un sensore termico. In Italia ci sono poco più di 800mila impianti fotovoltaici che hanno consentito di superare la soglia dei 20 GW di potenza installati (20,08 GW per la precisione).

Sul piano eolico nel nostro paese si contano quasi 6.000 impianti, per poco più di 10 GW di eolico, una potenza che soprattutto grazie al repowering degli impianti attuali e a nuove installazioni dovrà raddoppiare entro il 2030.

Le turbine si trovano spesso in aree remote di difficile accesso. L’intervento dei droni garantisce vantaggi rispetto ai metodi tradizionali, a cominciare dalle tempistiche. In un giorno un drone arriva a ispezionare il doppio delle turbine rispetto a un team di operatori umani, oltretutto abbattendo i costi di intervento fino all’80%.

SISTEMI IDRICI

Ispezione di opere idriche (dighe, centrali idroelettriche…), monitoraggio dei mari, degli scarichi nei corsi idrici, prevenzione da rischi idrogeologici: sono molteplici gli usi dei mezzi a pilotaggio remoto nella gestione dei sistemi idrici integrati.

Sensori a infrarossi presenti sui droni possono essere utilizzati per il rilevamento delle perdite, con risultati promettenti. Molti gestori di sistemi idrici trovano inoltre utili i SAPR per la gestione della vegetazione, la manutenzione delle attrezzature, la sicurezza, il monitoraggio ambientale e la documentazione durante la sostituzione delle dighe e la gestione delle costruzioni.

A pensarci bene, la sfida dei droni – strumenti a pilotaggio remoto – sta tutta nell’ambizione dell’uomo a dominare i 4 elementi: acqua, fuoco, terra e aria. Una sfida apertissima alimentata da un’ambizione perenne.