Droni con riconoscimento facciale

2019-11-05T12:02:29+01:00 7 Novembre 2019|

Dalla Scozia al Giappone, come ti salvo la vita col drone.

La polizia scozzese ha di recente presentato un nuovo sistema di droni aerei destinati alla ricerca di persone scomparse e in pericolo. Gli RPAS, individuabili grazie a una luce blu lampeggiante, montano telecamere avanzate e reti di computer neurali per individuare i soggetti fino a una distanza di 150 metri. Un agente si occupa del pilotaggio del drone, un secondo agente gestisce da un comune smartphone il software di riconoscimento facciale, che elabora i dati in tempo reale e permette di distinguere l’obbiettivo (una persona, un animale o un veicolo) attraverso pochi pixel in un’enorme immagine a colori.

ph. credit Police Scotland

Il sistema è il risultato di una collaborazione tra Police Scotland, la multinazionale della tecnologia Thales e l’Università della Scozia occidentale (UWS), reso possibile dal centro no-profit per l’innovazione CENSIS, che riunisce imprese private e settore pubblico per sfruttare i progressi nel rilevamento, l’imaging e la cosiddetta Internet of Things (IoT). I primi tre droni a entrare in funzione saranno presentati giovedì 7 novembre al summit del CENSIS. (fonte BBC).

Di ben altro tenore, ma pur sempre interessante, è la notizia che risale a qualche anno fa, che arriva dal Giappone e che riguarda sempre droni con il rilevamento facciale. Il paese del Sol Levante è noto per la sua cultura del lavoro che spesso raggiunge limiti insostenibili (basti pensare alle scene di pendolari appisolati o abbandonati a sonno profondo nel viaggio in metro di ritorno dall’ufficio).

Ecco allora che nel 2017 i giapponesi mettevano in campo un drone, il T-Friend, dotato di riconoscimento facciale, con lo specifico scopo di spedire a casa chi si attardasse troppo alla scrivania, svolazzando sulla testa dei lavoratori ed emettendo le note del motivo scozzese Auld Lang Syne, utilizzato tradizionalmente per segnalare la fine della giornata o delle lezioni scolastiche a fine anno.

Due scenari tanto diversi quanto simili per ambito applicativo, quello che vede sempre più i droni agire come strumenti intelligenti al servizio dell’uomo.