Corridoi (e anticamere) del volo oltre la visuale del pilota

2019-08-30T09:17:08+02:00 11 Febbraio 2019|

Il Punto

di Sergio Barlocchetti

Qualche giorno fa (4 Febbraio) con un Notam (MN W0179/19 – vedi fine articolo), l’ENAV ha comunicato che verrà provvisoriamente realizzato un nuovo corridoio militare largo 10 miglia nautiche e alto 12.000 piedi (da FL480 a FL 600), aperto ai velivoli a pilotaggio remoto.

La porzione di spazio prende il nome di Hood e attraverserà, da nord verso sud, diversi settori del centro di controllo di Roma ACC. La rotta non è contigua ma spezzata e le parti che la compongono partono dal confine con l’area di Marsiglia ACC identificabile con il punto Dobim per estendersi fino a oltre il punto Megan. Da qui, e siamo praticamente a ovest di Marsala, il corridoio si ricongiungerà al già esistente Bryan che troviamo pubblicato nello Aip ENR5.2. Naturalmente il traffico al suo interno sarà coordinato dagli enti militari.

Perché riportiamo la notizia? Perché sebbene non ci siano perplessità riguardo alla necessità di sperimentare e far volare “mostri” come i Predator, il nEuron oppure il nostro HammerHead, ci piacerebbe leggere di corridoi molto più “terra terra”, ovvero più corti e a bassa quota, magari qualche decina di miglia fuori dalla costa, oppure tra le campagne, per poter sperimentare il BVLOS come si dovrebbe.

E se da un lato ENAC ci ha promesso che entro l’estate avremo delle regole di riferimento per poter operare, dall’altro ci chiediamo che fine abbiano fatto le idee di istituire alcuni centri per il collaudo magari presso posti ormai in via di dismissione. Una preoccupazione ci pervade: che a breve nei già risicatissimi spazi di tipo Golf, nei quali vola il traffico VFR (a vista), appaiano a macchia di leopardo limitazioni e aree potenzialmente pericolose proprio dove il cielo è maggiormente affollato da dilettanti rispetto a professionisti. Un esempio costruttivo invece potrebbe essere la base dell’Aeronautica di San Damiano, vicino Piacenza, che ormai da tempo vede chiusa la sua pista e che sulla carta possiede ancora una Ctr di tutto rispetto.

In Italia chi ha più esperienza di volo Unmanned oltre la visuale del pilota è proprio l’Arma Azzurra, e continuiamo a pensare che questo patrimonio debba poter essere messo a disposizione di chi, privato oppure azienda, sia interessato a sviluppare Apr con queste caratteristiche. Certo non sarà facile né immediato, perché un per fare un corridoio, consentiteci la battuta, verrebbe interessato più di un gabinetto ministeriale, ma sarebbe un fantastico modo per attivare una collaborazione tra pubblica amministrazione, autorità aeronautica e costruttori. Noi la buttiamo lì, sperando che l’idea possa funzionare. (Si ringrazia il sito www.deskaeronautico.it per l’immagine).

W0179/19 NOTAMN
Q) LIRR/QWULW/IV/BO/W/480/600/4036N01104E192
A) LIRR B) 1902071800 C) 1905071800
E) UNMANNED ACFT ACT WILL TAKE PLACE WI FLW IMPLEMENTED CORRIDOR:
CORRIDOR ‘HOOD’ 5NM EITHER SIDE LINE JOINING POINTS:
372851N0115845E 383345N0115705E 395218N0115347E
420521N0104624E 423840N0100407E 425719N0094500E
RMK: REAL ACTIVATION OF ABOVE MENTIONED CORRIDOR WILL TAKE PLACE
ON TACTICAL BASIS UPON COORDINATION BTN ROMA ACC/ROMA ITALIAN
AIR FORCE COORDINATION AND CONTROL SERVICE (SCCAM)
F) FL480
G) FL600

*Professionista del settore aviazione da 27 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo  di Flight Test Engineer e Project Manager in ambito manned e unmanned. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di direttore tecnico di un’azienda aeronautica internazionale ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aeroclub Milano.