Industria dei droni 2019, chi siamo e dove andiamo

2019-06-17T12:21:58+02:00 18 Giugno 2019|

Le sfide del settore in un sondaggio DII

Qualche mese fa, a inizio 2019, avevamo riportato e approfondito alcuni dei temi e dei dati emersi dalle previsioni illustrate da DII – Drone Industry Insights – la società tedesca di analisi e ricerca con sede ad Amburgo, per il 2019 (rileggi QUI). Di recente la stessa società ha pubblicato The Drone Industry Barometer 2019 (scarica QUI).

Il sondaggio, che per la prima volta si è rivolto all’industria dei droni a livello globale e non soltanto europeo, diversamente dal 2018, evidenzia e conferma le sfide che il settore continua ad affrontare, dall’evoluzione normativa alle difficoltà di crescita del mercato.

IL SONDAGGIO IN SINTESI

Il sondaggio si basa su dati raccolti da oltre 500 intervistati di 74 paesi – l’Italia è tra i 10 paesi maggiormente rappresentati – con un diverso focus di settore rispetto al 2018. Se allora il 40% degli intervistati erano produttori di hardware, quest’anno gli stessi rappresentano soltanto il 15%.

Ai soggetti intervistati appartenenti al segmento dei servizi (il 79% degli intervistati) è stato chiesto quale fosse la principale destinazione d’uso dei loro droni. Le risposte hanno rivelato che se attività di ispezioni e mappatura (gli usi dei droni maggiormente diffusi) tendono ad essere comunemente esternalizzate a fornitori di servizi (outsourcing), di contro quelle di rilevamento e monitoraggio hanno maggiore probabilità di essere internalizzate (in house).

Ancora, è emerso un generale scetticismo sul 2019 rispetto all’anno precedente, riflettendo in parte un’annata relativamente difficile per il mercato dei droni, che si è andato consolidando lasciandosi però alle spalle diverse aziende. Gli unici a mostrare un cauto ottimismo in previsione futura sono i produttori di sistemi anti-drone, ottimismo in parte giustificato dal boom del business a seguito dei fatti che hanno coinvolto alcuni dei principali scali aeroportuali del mondo (vedi Gatwick e Heathrow).

In tema di allocazione delle risorse, lo sviluppo di prodotto sembra aver sofferto tagli ai finanziamenti, mentre aumentano gli investimenti in marketing e vendite per le aziende di droni, a dimostrazione che il mercato è più maturo e abitato da molti prodotti e servizi in attesa ora di essere venduti.

Infine, la maggioranza degli intervistati vede nei fornitori di soluzioni E2E (end-to-end) e negli enti regolatori gli attori che giocheranno un ruolo chiave nell’industria dei droni dei prossimi anni.

VERSO IL 2020, QUALI PRIORITÀ

  • Le aziende produttrici di hardware devono fare i conti con la necessità di maggiori risorse finanziarie. Il mercato è molto competitivo e avere budget sufficiente per l’impostazione o l’espansione della produzione è raro. Da qui la necessità di ricorrere ancora a forme di finanziamento esterno, dovendo fare però i conti con le classiche lungaggini burocratiche.
  • I produttori di eVTOL (droni ad atterraggio e decollo verticale) avvertono l’esigenza di andare oltre i buoni risultati dei test di volo e di affidarsi a personale qualificato.  Si trovano nella fase iniziale di crescita che richiede ancora un considerevole lavoro da fare in termini di sviluppo hardware per arrivare a creare prodotti di valore. Non da ultimo, queste realtà cercano personale qualificato con esperienza nel settore dell’aviazione per lo sviluppo del prodotto, mentre giocano la partita sul campo normativo per riuscire a portare finalmente i prodotti sul mercato.
  • Le società di software lavorano alla costruzione di algoritmi robusti e affidabili in grado di trattare adeguatamente enormi quantità di dati e sostituire la gestione manuale dei dati.
  • Infine, produttori di componenti e sistemi affrontano l’aumento della disponibilità di soluzioni all-in-one che rende sempre più difficile vendere le singole fotocamere, autopiloti, ecc… D’altra parte, i componenti sono abbastanza maturi per essere venduti in massa, così le aziende si concentrano sul marketing e sulle vendite.

IL DATO CURIOSO

Il maggior numero di risposte al sondaggio è arrivato dal nostro continente, l’Europa (circa il 70%) ed è un dato curioso se messo a confronto con il peso del mercato nel mondo (USA/Canada in primis e l’Asia in corsa prossima al sorpasso). Segno che, probabilmente, è proprio l’Europa (nella fattispecie Germania, Svizzera, Regno Unito, Olanda e Italia) ad avere, più degli altri, fame di risposte.

Fonte: DRONEII.COM