Natale: consigli per gli acquisti (?)

2019-11-29T11:13:31+01:00 29 Novembre 2019|

Il Punto

di Sergio Barlocchetti

Gli effetti “commerciali” della pubblicazione del Regolamento Enac edizione 3 li potremo misurare subito dopo le festività natalizie. Di certo questo continuo cambiamento di regole non aiuta, men che meno se ciò avviene in modo sottile, con sfumature linguistiche e variazioni di definizioni scritte in corto palleggio tra gli uffici tecnici e quelli legali del nostro ente per l’aviazione civile, che opera giocoforza cercando di non “steccare” con il regolamento europeo.

Non so voi, ma per digerirlo e capirne gli effetti possibili ho impiegato giorni. E su alcuni aspetti nutro ancora dubbi. Il punto è che un gioco come quello dei piccoli droni ricreativi non può essere colpito da mille cavilli né da troppi doveri, altrimenti finisce per essere percepito come l’ennesima rottura di scatole italiana dalla quale stare alla larga. Ovvero lasciare le scatole esattamente dove stanno, sugli scaffali.

Ho trascorso un sabato di shopping in giro per negozi di giocattoli, elettronica e tecnologia in genere, per portarmi avanti con i regali natalizi e ne ho approfittato per chiedere informazioni. Premetto, l’area era quella dei centri commerciali di Milano nella zona centro sud e hanno riguardato il Fiordaliso di Rozzano, il Milanofiori di Assago, la zona di Porta Romana, quindi Corsico e Carugate. Ebbene, a parte il negozio di Porta Romana, dove erano in vendita soltanto veri droni giocattolo (14 anni, pochi grammi e addirittura in alcuni casi radiocomandi ancora a raggi infrarossi, quindi da usarsi prevalentemente al chiuso) e dove il commesso sapeva perfettamente dove avrei potuto o meno farlo volare, in tutti gli altri esercizi commerciali trovavo le note marche di prodotti senza alcuna limitazione, avviso, né consapevolezza delle regole di utilizzo in vigore e in divenire. Ho azzardato una domanda a un giovane addetto, il classico (e meritevole) universitario messo lì per il periodo delle feste, il quale, forse perché studente di giurisprudenza, qualche domanda in effetti se l’era posta. Ma tant’è, nulla sulla scatola e nulla in che suggerisca la necessità di stipulare un’assicurazione, di registrare il drone su d-flight in base al peso né che esista in Italia un regolamento, figuriamoci in Europa. Tutte le scatole avevano però stampato sopra il bollino CE. Tutt’altra storia presso un noto negozio di modellismo in zona Isola, il cui commesso raccomandava di andare a giocare presso un campo volo di aeromodellismo suggerendone anche l’indirizzo. Qui la gamma di prodotti disponibili arrivava al semi-professionale, davanti a me altre persone erano interessate all’acquisto, ma a sentire nominare assicurazione e registrazione improvvisamente l’interesse scemava. Per la cronaca, chi mi precedeva acquistava poi un’auto radiocomandata.

Ancora una volta occorre più equilibrio e senso della realtà nel normare, maggiore informazione all’esterno del comparto e consapevolezza da parte di chi vende prima di chi compra. E mentre cominciano i voli fantasma stagionali dei droni attorno agli aeroporti inglesi (care Forze dell’Ordine, beccatene almeno uno quest’anno), vien da pensare che l’approccio normativo sia già da ripensare. E qui associazioni e organizzazioni potrebbero aiutare parecchio, magari lanciando una campagna di informazione dai social network, ricordando che far volare un drone è divertente e istruttivo, e provare a convincere che registrare e assicurare non sia poi così complicato.  Mi chiedo dunque quale possibilità avrà di essere rispettato “dal basso” anche questo regolamento ponte verso quello comunitario. Perché è ovvio che l’appassionato e il professionista acquistano altrove, spesso online, è già sanno che cosa devono fare. Ma tutti gli altri no, vengono invogliati all’acquisto da video réclame meravigliosi nei quali coppie di giovani felici si riprendono mentre passeggiano ai bordi di spettacolari falesie o in parchi naturali sconfinati. Poi però provano a volare alle Cinque Terre e beccano una multa salasso con tanto di scherno sui social. C’era il cartello, c’era un aeroporto? No.

image credit: Freepik.com

*Professionista del settore aviazione da 27 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo  di Flight Test Engineer e Project Manager in ambito manned e unmanned. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di direttore tecnico di un’azienda aeronautica internazionale ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aeroclub Milano.