Il gioco della guerra elettronica

2019-07-16T15:09:33+02:00 17 Luglio 2019|

Il Punto

di Sergio Barlocchetti

Per fortuna, almeno per il momento, nell’ambiente Unmanned ancora non si parla con le sigle della guerra elettronica, ma presto, continuando di questo passo, termini come EAW (Early Warning) oppure ECM o ECCM (contromisure elettroniche e contro-contro misure elettroniche), potrebbero spuntare anche quando si parla di velivoli a controllo remoto di piccole dimensioni come gli APR.

Dopo gli eventi di Londra del Natale scorso (ancora in attesa di prove certe) e quelli di Malpensa in primavera, ecco che durante le gare di FPV di Torino qualche sciagurato armato di disturbatore radio ha costretto a sospendere l’evento prima della fine. Ed è normale che mentre aumentano questi episodi, in occasione di eventi di grande importanza, anche sportivi, si pensi di organizzare piani di protezione.

Drone in buca

Per esempio, l’organizzazione del 110imo campionato nazionale Open di Golf in programma in Canada (3-9 giugno il maschile presso l’Hamilton Golf & Country Club, 19-25 agosto il femminile al Magna Golf Club in Aurora, entrambi in Ontario), ha ritenuto utile installare un sistema a radiofrequenza per isolare i preziosi green da qualsiasi possibilità di sorvolo. Persino agli elicotteri per il trasporto Vip e a quelli del soccorso è stato comunicato che il segnale Gps in prossimità del suolo e fino a 250ft di altezza non sarebbe stato garantito. L’obiettivo non è soltanto scongiurare una caduta di drone sul pubblico, ma che qualcuno possa realizzare filmati abusivi danneggiando i milionari contratti per i diritti di trasmissione stipulati per l’occasione, nonché che qualche buontempone possa anche soltanto avvicinarsi tanto da disturbare un atleta proprio mentre sta per realizzare un colpo milionario.

L’azienda incaricata, la Dedrone’s (un nome, un programma, ndr), ha quindi installato sensori che rilevano oggetti nell’aria e attivano contromisure elettroniche (jammer) diffondendo però il segnale con un controllo molto preciso dei suoi lobi di irradiazione. Per i meno tecnici, si tratta di saper controllare perfettamente l’impronta nello spazio disegnata dall’energia emessa da qualsiasi antenna. Certamente un tecnologia interessante ma, per esempio, difficilmente applicabile in un aeroporto, in quanto il segnale del Gps viene utilizzato dai sistemi di navigazione degli aeromobili anche quando sono a terra, dopo l’atterraggio per guidarli tra le vie di rullaggio fino al parcheggio, e prima della messa in moto per la programmazione del volo.

AAA professionisti cercasi

Dunque il settore della sicurezza applicato alla protezione degli ambienti esposti al volo non autorizzato di Sapr sta creando altre figure professionali ultra specializzate nella realizzazione di azioni atte a bonificare determinate aree. Dalle invasioni indesiderate sempre, qualche volta da quelle potenzialmente pericolose. Non si tratta più di un gioco: entro qualche anno con la diffusione degli impianti 5G gli spettri di radiofrequenza occupati per vari scopi saranno molteplici. Si parla già e si comincia a sperimentare un diffuso utilizzo di questa tecnologia di trasmissione a bassissima latenza per scopi tele-medicali. E un disturbo radio nel posto e nel momento sbagliato potrebbe fare ben più danni del fermare o far finire in acqua un dronetto da corsa. Non si parla più di studenti nerd che costruiscono un jammer per bloccare il telefonino di una professoressa e neppure di mariuoli tecnologici che clonano apricancelli e radiocomandi di auto. Non c’è da scherzare, la guerra elettronica urbana sta per diventare una cosa molto seria.

*Professionista del settore aviazione da 27 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo  di Flight Test Engineer e Project Manager in ambito manned e unmanned. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di direttore tecnico di un’azienda aeronautica internazionale ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aeroclub Milano.