Aeroporti: droni a Malpensa?

2019-04-08T14:26:48+02:00 7 Aprile 2019|

Barlocchetti: giusto controllare, non gridare subito al drone

L’oggetto che lunedì 1 aprile volava sopra Malpensa e a causa del quale sono stati dirottati quattro aerei non è detto che fosse un drone. A insinuare il dubbio, in apertura della manifestazione Dronitaly, a Milano il 4 e 5 aprile, è Sergio Barlocchetti.

“A Malpensa è accaduto che un pilota in atterraggio ha segnalato la presenza di un oggetto, che per varie ragioni è stato accomunato all’idea che potesse essere un aeromobile a pilotaggio remoto, quello che noi chiamiamo drone. Immediatamente sono state sospese le operazioni di volo e non è stato possibile utilizzare quella pista, finché la bonifica non ha chiarito che non c’era niente. Giusto eseguire la bonifica e controllare, sbagliato gridare immediatamente al drone”

ha spiegato Barlocchetti.

“Ricordiamo – ha aggiunto l’ingegnere – che quanto successo a Londra prima di Natale sta ancora aspettando un colpevole. È veramente difficile dimostrare che gli oggetti avvistati siano poi effettivamente droni, ma i danni generati dall’allarme sono ingenti: a Londra siamo intorno ai 2 milioni di sterline e non si sa Ancora a chi dare la colpa”.

Secondo Barlocchetti, quindi, c’è un allarmismo eccessivo rispetto ai droni, dovuto a “varie ragioni: intanto – ha spiegato – c’è un’opinione pubblica che è ancora spaventata dall’arrivo di queste macchine automatiche, siano esse a terra, i famosi taxi senza autisti, o in volo. E c’è chi ha speso tanti soldi per realizzare sistemi anti-drone in grado di garantire la sicurezza e ora deve venderli. Di conseguenza ci sono svariati motivi che spingono verso una situazione così instabile di allarmismo”. “La realtà invece è molto diversa: 3.000 operatori circa in Italia e un mercato che si sta aprendo, per dare dei servizi alla collettività, basati appunto sul fatto che sia una macchina volante automatica, che estende i nostri sensi o trasporta qualcosa”.