Airbus unisce le anime dell’aerospazio e guarda al futuro

2019-08-30T09:17:07+02:00 27 Febbraio 2019|

Il Punto

di Sergio Barlocchetti

Il 22 febbraio Airbus ha inaugurato in Cina il suo nuovo centro per l’innovazione tecnologica. E lo ha fatto nel corso di una cerimonia ufficiale avvenuta a Shenzhen, in Cina, uno dei principali hotspot dell’innovazione del mondo. Si chiama Airbus China Innovation Center (ACIC) e in realtà è operativo da inizio 2018 occupandosi di progettazione, collaudi e certificazione di nuove tecnologie relative a cinque aree: Hardware Lab, Cabin Experience, Connectivity, Manufacturing Innovation e Urban Air Mobility (UAM).

Lo scopo non è la ricerca fine a sé stessa, quanto piuttosto identificare quale potrà essere la prossima innovazione in grado di trasformare il settore aerospaziale, sfruttando talenti, tecnologie e partner locali e al contempo confermare Airbus top player del settore anche in futuro. In altre parole, come molti di noi appassionati già ipotizzavano e continuano ad auspicare, il settore Unmanned si fonde con gli altri rami dell’aviazione traendo esperienze e fornendo la sua tecnologia.

Airbus ha inoltre firmato un Memorandum of Understanding con l’Ufficio comunale del commercio di Shenzhen per una stretta collaborazione che porti all’accelerazione, applicazione e industrializzazione di mezzi UAM. Con partner regionali cinesi Airbus intende quindi sviluppare ulteriormente questo settore e promuovere soluzioni che rispondano alle esigenze di trasporto locali.

(ph.credits Airbus)

ACIC è di fatto il primo centro Airbus in Asia e il secondo nel mondo dopo la società A-cube, fondata nella Silicon Valley qualche anno fa, che porta avanti lo studio di progetti innovativi come il Vahana nel segmento eVtol. Ecco allora che sorge spontaneo chiedersi perché una grande società come Leonardo, oltre ad acquisire IDS, non possa valutare la creazione di una startup aerospaziale in grado di mettere insieme le innovazioni più importanti del settore e proporsi così sua avanguardia tecnologica.

Del resto, continuare a credere che gli eVtol rimarranno dei semplici esperimenti, mentre EASA sta scrivendo la norma che li certificherà, è da ingenui.

*Professionista del settore aviazione da 27 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo  di Flight Test Engineer e Project Manager in ambito manned e unmanned. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di direttore tecnico di un’azienda aeronautica internazionale ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aeroclub Milano.