Il Punto

Un settore sempre al limite.

di Sergio A. Barlocchetti *

Ci sono due argomenti che mi stanno a cuore e che porto alla vostra attenzione prima della pausa estiva. Chissà che agosto non porti consiglio e che al rientro dalle ferie non sia venuta, a noi o al legislatore, qualche idea utile a migliorare la situazione.

Il primo: circa poco dopo la metà di luglio, complice un progetto manned nel quale sono coinvolto, mi sono ritrovato ancora una volta in Via Gaeta presso la sede Enac. Ho stima per gli ingegneri delle direzioni con le quali ho lavorato finora, e seppure ognuno di noi abbia aspetti caratteriali precisi, ho sempre risolto le questioni applicando, a monte delle troppe normative aeronautiche, il caro vecchio buon senso. Simpaticamente, secondo uno dei miei mentore, che con Civilavia prima, RAI ed Enac ha interagito una vita intera, per soddisfare i requisiti aeronautici in fondo basterebbe seguire un dettato universale: “State attenti”. A pensarci bene lo “State attenti” vale per tutto, dalla progettazione alle operazioni. Ma su una cosa nulla può: contro il depauperamento delle competenze che da qualche tempo ha investito Enac, con sempre meno persone disponibili, zero assunzioni e il trasferimento di molte procedure verso Easa, che al contrario assume eccome e che a breve dovrà farlo anche nel reparto unmanned: https://erecruitment.easa.europa.eu/Home.

Purtroppo pare che anche questo Governo, dall’avvio molto lento, non abbia intenzione di dare a Enac nuove risorse, almeno nel breve termine, ma spero tanto di essere smentito nei prossimi mesi. Tanto per darvi qualche numero, nella Direzione Aeronautical Products Certification & Regulation sono rimasti in quattro per tutto il territorio nazionale. Se si ammala o va in ferie lo specialista degli impianti, della propulsione oppure delle strutture, si ferma tutto e le aziende italiane devono aspettare. Non ho mai risparmiato polemiche o rimbrotti a Enac nei miei 25 anni di giornalismo aeronautico, ma ora sento il dovere civico di suonare un allarme in loro favore: date risorse a ENAC, ne va dell’intero comparto!

Il secondo argomento pre vacanze è più leggero: il Fondo per l’innovazione dell’UNICEF sta cercando di realizzare investimenti da 100.000 dollari che interessino quelle startup tecnologiche che prevedono l’utilizzo di droni a beneficio dell’umanità. Dice il bando: “Se hai una start-up registrata in uno dei paesi del programma di UNICEF e hai un prototipo di drone open source funzionante, o sei disposto a renderlo open source con risultati promettenti, l’UNICEF Innovation Fund sta cercando te”. Ma la scadenza per inviare il modulo di adesione è stata fissata alle 23:59 Europee di domenica 22 luglio. L’UNICEF sta cercando software per raccogliere e condividere dati, gestire operazioni di volo e di consegna, sistemi di gestione del traffico senza pilota e modelli di business per servizi droni sostenibili, tra le altre esigenze. Ma se rende note queste occasioni a tre giorni dalla scadenza e soltanto attraverso il suo sito, ci viene almeno il dubbio che lo abbia fatto per chi sapeva già che il bando sarebbe uscito, no? Comunque l’UNICEF, nelle intenzioni del concorso fornirà un finanziamento da 50.000 a 100.000 dollari per lo sviluppo di prodotti e tecnologie e renderà disponibile per i collaudi e le operazioni il suo corridoio nello spazio aereo del Malawi. A chi, lo vedremo. Per ulteriori informazioni http://unicefstories.org/vcfunddrones/

Professionista del settore aviazione da 26 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo di Flight Test Engineer in ambito manned e unmanned, di specialista in avionica e radiofrequenza. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di project manager nella produzione di droni ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aero Club Milano.

2018-07-19T16:58:37+00:00 20 luglio 2018|