Il Punto

Sciami di micro droni per le ispezioni strutturali.

di Sergio A. Barlocchetti *

Potrà piacere o meno, ma nell’utilizzo di macchine robotizzate per l’ispezione di costruzioni e strutture, che siano ponti o macchine, navi o aeroplani, la tecnologia attuale stenta ad affermarsi mentre una nuova generazione di congegni sta per affacciarsi sul mercato. A trainare la tecnologia, ancora una volta è il settore aerospaziale. Infatti, al salone internazionale di Farnborough, nel luglio scorso, il colosso Rolls Royce ha presentato in anteprima un prototipo di swarm robots (siamo nella branca della robotica denominata robotica degli sciami), ovvero micro droni semoventi, in grado di penetrare motori e strutture e navigare al loro interno autonomamente seguendo un percorso prestabilito o variabile.

Per micro droni si intendono oggetti grandi pochi centimetri, non più pesanti di trenta grammi ed equipaggiati con videocamere o sensori infrarossi. Nel film anni 80 “Runaway”, l’attore Tom Selleck interpretava il sergente Ramsay, caposquadra di una unità della Polizia destinata a neutralizzare robot difettosi (chiamati per l’appunto runaway, ovvero fuggitivi). Nel film il suo lavoro si trasforma presto in un incubo quando il cattivo di turno decide di affidarsi a micidiali mini robot per seminare morte. I ragni robot del film agiscono in gruppo, come uno sciame compatto e collaborativo ed è esattamente l’idea che Rolls Royce trasporta oggi dalla fantascienza alla realtà per scopi fortunatamente più nobili.



Possiamo immaginare sciami di micro droni in azione su ponti, costruzioni o strutture di altro tipo? Certamente, e c’è già chi ipotizza la realizzazione di stazioni di ricarica interne alle strutture stesse, in modo da agevolare l’uscita e il rientro dello sciame una volta portata a termine la missione di controllo e trasmesso i dati raccolti all’operatore umano. Siamo indubbiamente di fronte a una visione entusiasmante che dimostra come la robotica può realmente rivoluzionare il futuro delle attività di ispezione, controllo e intervento. Il progetto, presentato da Rolls Royce in collaborazione con l’Università di Harvard, ha mostrato al pubblico dell’importante salone europeo di Farnborough uno scampolo del futuro più prossimo.

Professionista del settore aviazione da 26 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo di Flight Test Engineer in ambito manned e unmanned, di specialista in avionica e radiofrequenza. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di project manager nella produzione di droni ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aero Club Milano.

2018-09-24T15:03:09+00:00 12 settembre 2018|