Il Punto

Educazione Unmanned.

di Sergio A. Barlocchetti *

Fino a poco tempo fa c’era ancora chi ipotizzava e immaginava che i mezzi pilotati da remoto oppure automatici avrebbero fatto la loro comparsa nella vita delle persone con effetti che, agli occhi di chi cercava una previsione, sarebbero stati entusiasmanti oppure devastanti. La storia recente e soprattutto la realtà attuale ci dicono invece che, se da un lato l’impatto con il trasporto tradizionale di persone e cose non ha finora provocato veri disastri, dall’altro sta dimostrando che già esiste la necessità di educare il pubblico su questa nuova tecnologia per aumentare la fiducia nelle sue possibilità e non far proliferare false convinzioni.

Almeno così si è espresso il segretario del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, Elaine Chao, durante una conferenza tenutasi presso l’Associazione Uavsi. La Chao ha ribadito: “Senza l’accettazione del pubblico, la tecnologia automatizzata non raggiungerà mai il suo pieno potenziale, il livello di accettazione del consumatore porrà i limiti alla crescita di questa tecnologia, quindi tutti abbiamo bisogno di lavorare insieme per farlo nel migliore dei modi.” Che il problema della percezione del settore Unmanned da parte del pubblico sia importante lo dimostra il fatto che già nel marzo scorso il Dipartimento dei Trasporti ha  tenuto una “sessione di ascolto” per ottenere indicazioni sulla percezione della rivoluzione a guida autonoma attualmente in atto, coprendo argomenti quali l’accessibilità ai servizi, la sicurezza pubblica, l’assicurazione e la responsabilità, il lavoro, la sicurezza informatica e ovviamente la sensibilizzazione del pubblico.

Dalle risposte è emerso che le persone che stanno sviluppando e normando la tecnologia a giuda autonoma, sia essa su terra, cielo o acqua, hanno varie preoccupazioni compreso il modo in cui i veicoli automatizzati interagiranno con i primi soccorritori nelle situazioni di emergenza; quali nuovi tipi di assicurazione potrebbero essere necessarie. I veicoli automatizzati possono generare nuovi posti di lavoro anche per persone con disabilità, ma al tempo stesso possono rendere obsoleti altri mestieri, ha detto Chao, possono aiutare nelle operazioni giornaliere ma anche causare gravi danni agli esseri umani. Il rapporto completo sulle problematiche emerse è stato rilasciato la prima settimana di luglio ed è disponibile al link: www.dot.gov/av

Anche se l’adozione diffusa di veicoli automatizzati comporta numerose sfide e problemi che devono essere affrontate, una cosa è certa: la rivoluzione autonoma sta arrivando e per i legislatori questo rappresenta una nuova responsabilità, ovvero comprendere a fondo il problema e aiutare operatori e clienti al futuro dei trasporti. Le sfide sono quindi sia legali sia tecniche, ma le maggiori decisioni in fatto di regolamenti dovranno confrontarsi con l’accettazione pubblica. Del resto proprio la Commissione di indagine sulla sicurezza dei trasporti, ovvero l’NTSB, ha da poco comunicato che dopo il recente incidente accaduto al sistema unmanned terrestre di Uber, che ha provocato l’uccisione di un pedone, la preoccupazione del pubblico per i veicoli a guida autonoma è aumentata molto, generando un’aspettativa di miglioramento da raggiungere prima di rendere possibile la navigazione stradale autonoma dei mezzi. Che l’arrivo di una nuova tecnologia comporti qualche perdita di vita umana è purtroppo fisiologico, come hanno dimostrato gli ultimi duecento anni sia con la motorizzazione di massa, sia con la nascita di sistemi automatici come l’autopilota aeronautico, la cui scoperta di una corretta filosofia di utilizzo è nata dopo qualche migliaio di incidenti. Come possiamo evitarli? Provando e riprovando, anche a costo di rallentare la corsa alla vendita dei nuovi sistemi ma mai rallentandone la sperimentazione. Non sempre la più recente tecnologia disponibile è la migliore per un determinato impiego, sovente per l’uso quotidiano è infatti meglio una tecnologia recente ma consolidata. E chi non partecipa alla sfida perde in partenza.

Professionista del settore aviazione da 26 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo di Flight Test Engineer in ambito manned e unmanned, di specialista in avionica e radiofrequenza. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di project manager nella produzione di droni ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aero Club Milano.

2018-07-12T13:26:56+00:00 15 luglio 2018|