Il Punto

Droni per il controllo di viadotti e ponti, il presente (ignorato).

di Sergio A. Barlocchetti *

I tragici fatti di Genova del 14 agosto scorso hanno spinto molti professionisti del mondo unmanned ad alzare la testa e segnalare ancora una volta la loro esistenza e le loro possibilità operative. Incredibile a dirsi, nel nostro Paese le ispezioni alle costruzioni fatte mediante gli APR non sono ancora così diffuse come dovrebbero. I droni possono fare molto e non soltanto osservare lo stato di un manufatto riportando le immagini ai tecnici; il mezzo senza pilota può avere a bordo sensori che ricevono dati significativi da altri installati sulle strutture, possono decollare programmati per percorrere, magari di notte, le costruzioni che reggono il piano stradale e poi tornare a posizionarsi in piccoli hangar realizzati sui ponti stessi. In Italia abbiamo così tanti viadotti che il denaro speso per controllarli risulta una voce critica nel bilancio di chi deve gestirli e proprio sul disastro di Genova la magistratura porterà alla luce quali compromessi vengono quotidianamente accettati nell’eterna lotta tra politici, tecnici e manager.

Che la moderna sensoristica possa fare molto anche a distanza lo confermano l’Agenzia Spaziale Italiana e il CNR, che con i satelliti Cosmo-Skymed della Difesa intendono controllare quarantamila edifici scolastici italiani scattando foto con definizione al decimo di millimetro, ma ciò che i satelliti non possono fare è vedere sotto le nubi e sotto i ponti. Per essere capillari, per capire quanto gravi siano gli effetti dei fenomeni tipici che provocano il degrado del calcestruzzo, bisogna potersi avvicinare alle strutture. I sensori ottici possono vedere colature, efflorescenze, la presenza di fenomeni di carbonatazione (calcolando il Ph del calcestruzzo, di norma alkalino), per la presenza di anidride carbonica all’interno delle porosità.

Se la società saprà trarre insegnamenti da quanto accaduto al ponte Morandi – che equivarrebbe almeno alla consolazione di non aver fatto morire inutilmente le persone – in futuro l’estensione della  vita delle strutture esistenti dovrebbe essere ispirata a un utilizzo efficiente ed economico. Sarà una grande sfida per gli ingegneri civili allungare il più possibile la durata delle strutture, ma di certo un’estensione del tempo di vita sarà possibile soltanto se i controlli saranno affidabili e ciò richiederà efficaci strategie di monitoraggio.

Oggi l’ispezione di componenti strutturali critici e punti difficili da raggiungere è perlopiù eseguita da personale appositamente addestrato all’uso di imbragature. Gli UAV dotati di videocamere ad alta definizione possono semplificare queste attività d’ispezione. Un contributo importante al monitoraggio delle strutture in termini di qualità ed efficienza. Inoltre, i dati raccolti possono essere georeferenziati per la successiva archiviazione in database dedicati, in modo che i risultati dell’ispezione possano essere correlati alle posizioni sulla struttura dopo ogni controllo. Ciò offre la possibilità di eseguire controlli tridimensionali delle strutture in relazione a una visualizzazione dei danni rilevati.

Lo sviluppo di un metodo di ispezione semi-autonomo per il rilevamento automatico dei danni oggi è possibile. Di questi temi e di come i mezzi senza pilota possono facilitare il controllo delle infrastrutture si parlerà al seminario informativo promosso da Assorpas, Fiapr e Mirumir in programma giovedì 13 settembre presso la sala conferenze dell’Anci Lombardia a Milano, evento al quale parteciperanno tecnici di alto livello, operatori e docenti universitari. L’intento dunque è quello di confrontarsi su quanto sia possibile fare già oggi senza attendere un futuro che con i droni stiamo già superando.

Professionista del settore aviazione da 26 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo di Flight Test Engineer in ambito manned e unmanned, di specialista in avionica e radiofrequenza. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di project manager nella produzione di droni ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aero Club Milano.

2018-09-24T15:02:06+00:00 6 settembre 2018|