Possiamo far meglio degli americani

2019-01-17T15:22:00+00:00 16 Gennaio 2019|

Il Punto

di Sergio Barlocchetti

Pensate a che cosa sarebbe successo in Italia se gli uffici pubblici, ENAC incluso, avessero chiuso dal primo giorno di discussione in Parlamento della manovra economica fino alla sua approvazione. Detto ciò, lo shutdown americano qualche problema alla gestione dello spazio aereo la sta dando, e non soltanto.

Anche a chi, come il sottoscritto, stava attivando una procedura con l’autorità aeronautica statunitense e si è visto rispondere “Apologize”, con conseguente chiusura di ogni comunicazione al riguardo. Fino a oggi. Non proprio tutta la FAA è paralizzata, ovviamente le strutture operative che devono garantire il controllo dello spazio aereo lavorano, e tra queste c’è anche la LAANC, ovvero l’ufficio che autorizza e notifica le operazioni a bassa quota degli unmanned. Non lavora però, ad esempio, l’ufficio che rilascia le licenze aeronautiche.

In ufficio invece è rimasto il Segretario del Dipartimento dei Trasporti Elaine Chao, la quale a proposito di UAV aveva annunciato una serie di iniziative già il 9 dicembre scorso, precisando il 14 gennaio come le nuove regole in gestazione permetteranno agli APR di volare anche di notte e sugli assembramenti di persone, e come gli stessi potranno godere di un ulteriore passo avanti per la loro integrazione nello spazio aereo. Quanto scriviamo è stato pubblicato direttamente dall’ufficio comunicazione della FAA, evidentemente al lavoro nonostante il gran pasticcio trumpiano. Purtroppo però lo stop affligge dal 22 dicembre i lavori programmatici e sta rallentando ogni iniziativa che riguarda proprio le nuove regole dei droni. La FAA ha pubblicato la bozza a questo link: NPRM Operations of Small UAS Over People.

La normativa prevede, per esempio, il conseguimento da parte dei piloti di un’abilitazione notturna (simile al VFR-N) e che i mezzi siano equipaggiati con luci di navigazione e segnalazione. Per il sorvolo di persone, invece, le condizioni cambiano se il peso del drone rispetta o supera le 55 libbre (25kg). L’intento della FAA è modificare la normativa di riferimento, ovvero la Part 107, in modo da non frenare lo sviluppo del settore garantendo al tempo stesso i criteri di sicurezza necessari.

Agli americani ho sempre invidiato due cose: hanno tanto spazio a disposizione e la loro autorità aeronautica si definisce una “amministrazione” e non una “agenzia di sicurezza”. La differenza è semantica ma enorme: loro intanto volano e cercano di non fare danni, noi nel tentativo di non fare danno ci chiediamo se sia proprio indispensabile volare.  Safe and Secure UAS ANPRM

Così il loro progetto di integrazione dello spazio aereo fornirà le basi per la normativa definitiva, e maggiore sarà il numero di esperimenti fatti, maggiore sarà il volume dei dati e delle esperienze a disposizione per scrivere una norma sensata e lungimirante. I voli saranno effettuati nei siti già definiti da FAA, e i permessi di volo per questa fase scadranno nel settembre prossimo, data che darà inizio alla redazione della nuova Part 107. I contratti FAA assegnati a diverse aziende e centri di ricerca prevedono la pianificazione dei voli e la condivisione in sicurezza dei dati relativi alle rotte navigate, i servizi meteo a bassa quote, le comunicazioni e la separazione dei voli. Noi italiani? Dobbiamo darci una mossa, non aspettando fantomatiche semplificazioni normative ma proponendo a ENAC progetti sensati e studi approfonditi. Davanti ai quali non ha mai detto “no”.

*Professionista del settore aviazione da 27 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo  di Flight Test Engineer e Project Manager in ambito manned e unmanned. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di direttore tecnico di un’azienda aeronautica internazionale ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aeroclub Milano.