Le Marche puntano sull’agricoltura di precisione.

Grazie al progetto Horizon 2020 – Flourish.


Ad oggi l’agricoltura di precisione riguarda soltanto l’1% circa della superficie agricola nazionale. Tecnologie avanzate, legate all’utilizzo di droni, robot e satelliti rappresentano però il futuro dell’agricoltura. Si parlerà di questo e altro alla Collettiva Dronitaly@EIMA2018, in programma dal 7 all’11 novembre a Bologna (clicca qui per maggiori informazioni).

Grazie al progetto europeo Horizon 2020 – Flourish la regione Marche si impegnerà per mettere a punto nuove modalità di coltivazione sostenibili, in particolare di girasole e barbabietola, con la collaborazione dell’Assam (Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche) e di altri enti di ricerca.

Il progetto Flourish si propone infatti di sviluppare un sistema robotico innovativo nell’ambito dell’agricoltura di precisione. Combinando le capacità di un veicolo aereo senza pilota (UAV, Unmanned Aerial Vehicle) e quelle di una piattaforma robotica di terra (UGV, Unmanned Ground Vehicle) il sistema Flourish sarà in grado di monitorare le colture agrarie dall’alto, eseguire interventi mirati a terra e raccogliere informazioni dettagliate a supporto del processo decisionale dell’agricoltore, il tutto con il minimo intervento di parte di operatori. Equipaggiando il sistema con diversi sensori, indicatori di stato e di moduli per il trattamento a terra sarà possibile impiegare il sistema per svolgere un’ampia gamma di attività agronomiche su diverse colture. Le informazioni raccolte potranno inoltre essere utili per l’impiego di altri macchinari già in uso nel settore dell’agricoltura di precisione ad esempio fornendo mappe per l’applicazione localizzata di fertilizzanti.

Di recente si è conclusa la prima fase sperimentale (7-15 maggio) di nuove applicazioni destinate all’agricoltura di precisione. Il progetto, presentato da Alberto Pretto, ricercatore dell’Università La Sapienza di Roma, punta alla valorizzazione della robotica autonoma al servizio dell’agricoltura di precisione. In particolare, viene testato l’utilizzo di un drone volante e di un veicolo autonomo di terra che interagiscono, in maniera completamente automatizzata, per monitorare le colture ed eliminare selettivamente le infestanti. Un sistema attualmente in via di sperimentazione su girasole e barbabietola.

Il drone georeferenzia dall’alto il campo e dirige sulla singola piantina il veicolo che la asporta, meccanicamente o con altre modalità. Un sistema per superare massicci e invasivi diserbi, attraverso mezzi meno impattanti dell’agricoltura di precisione.

Per l’assessore all’Agricoltura Anna Casini questo progetto è un’occasione per avvicinarsi alle nuove frontiere dell’agricoltura, dove la robotica e l’innovazione vanno a braccetto con la sostenibilità ambientale. L’assessore ha anche ribadito come l’agricoltura di precisione rappresenti una frontiera nuova, con potenzialità di crescita enormi, che le Marche stanno testando con l’obiettivo di standardizzare una gestione mirata che garantisca una produzione sostenibile dai punti di vista economico e ambientale.

Il direttore dell’Assam Lorenzo Bisogni ha parlato di un passo in avanti tecnologico che consente vantaggi di tipo ambientale, la riduzione dei costi produttivi, rilevanti possibilità per il futuro grazie all’innovazione sperimentata nelle Marche.

Un punto di vista ribadito anche da Sandro Nardi, responsabile tecnico del Servizio fitosanitario regionale, che ha anche rimarcato il ruolo dell’Università politecnica delle Marche per la diffusione territoriale delle attività di sperimentazione.

Fonte: Agronotizie

2018-09-27T16:42:00+00:00 29 maggio 2018|