Tradizione consolidata, Enac batte un colpo a Natale

Il Punto di Sergio Barlocchetti.

Con una comunicazione pubblicata sul proprio sito web, l’Enac ha regalato la consueta sorpresa natalizia al mondo Unmanned italiano: una proposta di revisione della Circolare LIC 15, quella contenente i parametri e le regole per il conseguimento dell’attestato di pilota APR.

Le motivazioni che hanno spinto l’ente a procedere verso una semplificazione sono riscontrabili nelle dichiarazioni dell’Ingegner Sebastiano Veccia, Direttore del Dipartimento per le Licenze del Personale di Volo, che scrive: “Il settore dell’addestramento per il conseguimento dei titoli previsti dal Regolamento può ritenersi sufficientemente maturo e tecnologicamente evoluto per ricevere una modifica di alleggerimento nei requisiti della circolare, senza alterare il livello di esposizione al rischio. L’intervento inoltre di altri organismi regolatori internazionali (EASA, ICAO, FAA) nel settore degli APR ha indicato la creazione di un corpo di regole semplificate”.

Del resto l’impianto normativo nazionale sugli attestati APR era da sempre stato giudicato eccessivo nella sua dimensione e anche in alcune modalità, e stante che EASA parla addirittura di un test online per poter pilotare determinate categorie di mezzi, non aveva senso fare i secchioni a tutti i costi. Fanno quindi sorridere le esternazioni di coloro che all’arrivo del regolamento si mostrarono critici per l’eccessiva complessità, e oggi protestano perché si semplifica la vita dei futuri piloti. A nessuno fa piacere sostenere esami e prove e poi sapere che sono state abolite, ma il record in questo senso appartiene alla classe 1969, gli ultimi a sostenere l’esame di seconda elementare e a godere del sistema universitario quinquennale prima dell’avvento delle triennali, i primi a conseguire le licenze di volo con la normativa nazionale per poi trovarsi a doverle integrare con un corso al palesarsi dei programmi comunitari (prima Jar, poi Easa).

Che cosa cambia? Non si sa ancora con esattezza, anche perché proprio Enac ha invitato operatori e piloti a utilizzare un modulo di commento per proporre modifiche e miglioramenti alla revisione. Tuttavia però, dovrebbe trovare finalmente attuazione la tanto agognata riduzione delle ore di addestramento teorico e pratico, con conseguente abbassamento dei costi dei corsi in capo ai promessi piloti. Oggetto di semplificazione dovrebbero essere anche le modalità di trascrizione di eventuali abilitazioni aggiuntive sulle licenze (attestati) e talune norme organizzative delle scuole, con conseguente riduzione del personale necessario.

Riguardo alle abilitazioni, la nuova LIC15 dovrà considerare anche nuove configurazioni come i semi-aerostati e i sempre crescenti APR per volo traslato ma con decollo e atterraggio verticali (VTOL), a nostro parere introducendo meccanismi per poter validare i propri tempi di volo anche in mancanza di una scuola che contempli configurazioni più particolari.

Lo scopo è quindi duplice, da una parte adeguarsi alla realtà, dall’altra rendere l’impianto normativo nostrano più simile a quello in arrivo e contenuto nel regolamento Easa.

Caleranno i costi dei corsi? E’ facile pensare che un ribasso dei prezzi ci sarà ma non immediatamente, e certamente più come conseguenza del regolamento europeo che per questa nuova circolare.

*Professionista del settore aviazione da 27 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo  di Flight Test Engineer e Project Manager in ambito manned e unmanned. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di direttore tecnico di un’azienda aeronautica internazionale ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aeroclub Milano.

2018-12-19T15:14:23+00:00 20 Dicembre 2018|