La FAO sostiene la rivoluzione dei droni in agricoltura

Drones for Agriculture è la seconda pubblicazione della serie e-Agriculture.


Ad oggi l’agricoltura di precisione riguarda soltanto l’1% circa della superficie agricola nazionale. Tecnologie avanzate, legate all’utilizzo di droni, robot e satelliti rappresentano però il futuro dell’agricoltura. Si parlerà di questo e altro alla Collettiva Dronitaly@EIMA2018, in programma dal 7 all’11 novembre a Bologna (clicca qui per maggiori informazioni).

La recente pubblicazione “Drones for Agriculture”, la seconda della serie E-agriculture in action a cura della FAO in collaborazione con ITU (International Telecommunication Union) conferma, una volta di più, come l’uso dei droni rappresenti un grande potenziale per supportare e risolvere alcuni dei problemi più urgenti affrontati dall’agricoltura in termini di accesso a dati di qualità, utilizzabili in tempo reale.

Il rapporto della FAO riporta come Goldman Sachs preveda che il settore agricolo sarà il secondo maggiore utente di droni al mondo nei prossimi cinque anni. Le reti di sensori basate sull’Internet of Things (IoT) vengono sempre più utilizzate nel settore agricolo per vincere la sfida di raccogliere informazioni significative e utilizzare i grandi dati generati da questi sistemi.

Le comunità agricole e tutte le figure coinvolte in agricoltura, sottolinea il rapporto, devono necessariamente adattare il lavoro ai cambiamenti climatici e ad altre sfide. In questo contesto, gli strumenti e le tecnologie basate sulle ICT per migliorare il processo decisionale attraverso informazioni accurate, affidabili e tempestive giocano un ruolo importante. L’agricoltura deve guardare alle tecnologie emergenti per trovare quelle soluzioni in grado di superare alcune delle sfide che si devono giocoforza affrontare.

Un recente rapporto PwC (PwC, 2016), ripreso dal documento FAO/ITU, stima che il mercato dei droni agricoli abbia un valore di 32,4 miliardi di dollari. I vantaggi offerti da “un occhio nel cielo”, combinati con strumenti analitici in grado di trasformare i dati e le immagini in informazioni fruibili, hanno portato a una nuova rivoluzione. Tuttavia, la priorità nell’affrontare le questioni relative alla privacy e alla sicurezza è la chiave per l’implementazione sostenibile di queste tecnologie.

Sebbene i droni siano un occhio nel cielo, precisa il rapporto, il vero potere deriva dalla forza dell’elaborazione e dell‘analisi dei dati che avviene dopo la loro raccolta.

La pubblicazione di FAO e ITU illustra infine numerosi e interessanti casi pratici che vedono protagonisti i droni in attività di:

  • Ispezione di piantagioni di caffè o vigneti
  • Mappatura di palmeti o piantagioni di mais
  • Irrorazione di campi e colture
  • Monitoraggio integrato di grandi aree agricole (satelliti, sensori remoti, web…)
  • Raccolta ed elaborazione grandi immagini
  • Sorveglianza di aree e spazi agricoli di pubblica rilevanza
  • Gestione del rischio da catastrofi ambientali
  • Censimento delle foreste e delle comunità che le abitano

Fonte: FAO (consulta qui il documento)

2018-10-24T16:51:59+00:00 24 ottobre 2018|