Droni e ambiente

Droni per il monitoraggio del lago di Garda

INTCATCH è un progetto HORIZON2020 finanziato dall’Unione Europea che mira a rivoluzionare il modo in cui il monitoraggio delle acque e il processo decisionale saranno implementati per il periodo 2020-2040. Obiettivi del progetto – come si legge dal sito intcatch.eu – sono:

  • Utilizzare tecnologie digitali e strumenti innovativi per fornire soluzioni intelligenti di monitoraggio dell’acqua
  • Portare il laboratorio sul campo per ridurre i costi e le risorse del monitoraggio dell’acqua
  • Coinvolgere attivamente i cittadini e le ONG nelle attività di monitoraggio delle acque a beneficio della società
  • Fornire una piattaforma completa per soluzioni di monitoraggio dell’acqua che possono essere le autorità di regolamentazione dell’acqua, le ONG e persino il pubblico

Nell’ambito del progetto, il lago di Garda è stato scelto come luogo ideale in cui testare le nuove tecnologie a tutela dei bacini idrici: sul Benaco, così come sul Tamigi, vengono sviluppate e implementate nuove modalità di analisi e di controllo delle acque, che poi vengono validate sul lago greco Yliki e sul fiume Ter di Barcellona. Protagonisti tecnologici del progetto sono droni acquatici dotati di intelligenza artificiale.



Il coordinatore internazionale del progetto, Mark Scrimshaw, a margine di un recente incontro a Villa Bagatta di Lazise, ha rimarcato l’importanza del progetto IntCatch nel “realizzare modelli di analisi che migliorino la qualità della vita sul lago, tenendo conto dell’economia e dei flussi turistici“. All’incontro hanno partecipato ricercatori e aziende partner del progetto. Tra i partner scientifici anche l’Università di Verona e il Politecnico delle Marche, che insieme all’azienda idrica Ags (Azienda Gardesana Servizi) hanno messo a punto un sistema integrato ed eco-innovativo di trattamento dei sovrafflussi di piena che potrà essere replicato e utilizzato in tutta Europa.

Il monitoraggio dell’efficacia dei sistemi utilizzati e dello stato di salute del Garda avverrà attraverso l’utilizzo di droni acquatici autonomi e dotati di intelligenza artificiale, sviluppati dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona: i droni sono in grado di acquisire dati geo-localizzati così da creare, in tempo reale, una mappa con le informazioni sugli inquinanti.

Fonte: Giornale di Brescia

2018-07-09T10:33:23+00:00 9 luglio 2018|