La Cina apre all’era dell’agricoltura 4.0

Una rivoluzione che durerà 7 anni.

La Cina si trova a dover affrontare un problema derivante da diverse questioni, tra loro collegate: la popolazione di circa 1,5 miliardi di persone e l’aumento della ricchezza pro-capite ha comportato un boom nei consumi, soprattutto per quanto riguarda il cibo. Peccato però che il sistema agricolo del Paese non sia in grado di soddisfare pienamente la domanda, data la sua arretratezza a cui si aggiungono svariati scandali alimentari (nel 2009 latte in polvere per neonati contaminato con la melamina causò diversi morti) e l’elevato inquinamento del suolo.

Per fronteggiare l’enorme problema, il Governo cinese ha finalmente deciso di dare avvio a una rivoluzione che porterà le sue terre verso l’agricoltura 4.0

A cominciare dalla città di Xinghua, nell’area industrializzata dello Jiangsu, il Governo si pone l’obiettivo di convertire le aziende agricole locali all’era del 4.0 entro sette anni: sensoristica, big data, strumenti a guida autonoma, irrigazione di precisione e ovviamente droni aspirano ad essere i fautori dell’epocale cambiamento.

Se da parte del Governo di Pechino non si intravedono ripensamenti o resistenze al cambiamento, gli agricoltori, di contro, appaiono l’ostacolo più difficile da superare. Parliamo di circa 250 milioni di persone a cui il Governo dovrà insegnare l’uso di tecnologie avanzate e moderne, a cominciare dagli smartphone fino a educarli circa l’utilizzo di trattori a guida GPS e dei droni.

L’agricoltura 4.0 però è l’unica strada, secondo il Governo, verso una maggiore autosufficienza agricola che soddisfi il fabbisogno nazionale, nel rispetto della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare.

Fonte: Agronotizie

2018-09-27T15:26:44+00:00 31 agosto 2018|