Il drone di Confagricoltura per la vendemmia 4.0

Il servizio offerto per la prima volta da Confagricoltura Verona.


Ad oggi l’agricoltura di precisione riguarda soltanto l’1% circa della superficie agricola nazionale. Tecnologie avanzate, legate all’utilizzo di droni, robot e satelliti rappresentano però il futuro dell’agricoltura. Si parlerà di questo e altro alla Collettiva Dronitaly@EIMA2018, in programma dal 7 all’11 novembre a Bologna (clicca qui per maggiori informazioni).

Vendemmia con l’aiuto di sensori, satelliti e droni. La precision farming debutta tra i filari e accorre in aiuto ai produttori più innovativi. Per quest’anno Confagricoltura, prima tra le associazioni agricole, ha messo a disposizione delle aziende agricole un drone per esaminare le curve di maturazione dell’uva e avere una panoramica in tempo reale della situazione analitica di ogni appezzamento.

agri drone

Da quest’anno ci siamo dotati di un drone professionale spiega Luca Leati, geometra e pilota di droni di Confagricoltura Verona – Si tratta di un Dji matrice 600, con fotocamera multispettrale, quattro bande, un multisensore, sei eliche per una maggiore sicurezza di volo e tre gps di precisione per rilievo e misurazione dei filari. Un top gamma che misura 1,13 metri di diagonale, pesa 10 chili e può montare fino a 15 chili di fotocamere e sensoristiche. Stiamo cercando di portare le aziende agricole a utilizzarlo, in quanto è molto più preciso di un satellite e meno suscettibile a variazioni meteo. Si può utilizzare sia sui vigneti che sui seminativi e altre colture per capire lo stato di salute delle piantagioni, ma anche per eseguire mappature, prendere misurazioni con tecnica fotogrammatica sui filari e calcolare gli schedari vitivinicoli. Grazie ai fondi che il Fondo sociale europeo ha messo a disposizione per l’agricoltura di precisione, abbiamo promosso un corso per 15 associati di Verona e Vicenza nel corso del quale abbiamo mostrato le potenzialità del drone in volo su vigneti e seminativi. Il drone è di Confagricoltura Verona ma offriamo la possibilità di utilizzarlo a tutte le aziende agricole del Veneto senza dover acquistare l’attrezzatura, che è molto costosa e richiede l’impiego di un pilota di drone, munito di patentino, per guidarlo. A fine anno organizzeremo un nuovo corso sul drone, per allargare il test a un maggiore numero di aziende”.

Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto, è stato il primo viticoltore dell’associazione a sfruttare l’occasione: “Per la vendemmia di quest’anno l’ho usato per esaminare la vigoria della foglia di vite, importante per programmare con precisione e tempismo la vendemmia e capire dove la concimazione è più corretta, in modo da poter elaborare per il futuro un piano mirato in base alle effettive necessità della vite. Ho eseguito anche una mappatura aziendale precisa della superficie vitata e un video con immagini dall’alto dell’azienda, molto spettacolare. La viticoltura si sta modernizzando e noi vogliamo essere al passo con i tempi. Stiamo andando verso tecnologie molto precise che porteranno a sviluppi ulteriori. Magari anche nella lotta ai parassiti con il lancio degli insetti utili, prospettiva interessante per combattere la cocciniglia in quanto i prodotti fitosanitari hanno dimostrato scarsa efficacia”.

Fonte: Confagricoltura Verona

2018-09-27T14:59:02+00:00 4 settembre 2018|